sabato 4 luglio 2009

Sacro Graal

In tutto, la prima fonte del Sacro Graal, da cui letterariamente nasce l'avventura e il mistero del calice di Gesù, è racchiusa in un piccolo nucleo di romanzi prodotti in non più di una cinquantina d'anni (dalla seconda metà del XII secolo alla prima del XIII). Eppure da allora se ne parla e l'incidenza e l'influenza di questa figura mitica persistente - e cangiante: di volta in volta calice, piatto, pietra e altro ancora - dura quanto l'intero arco della civiltà occidentale europea.
Oltre che la fantastica cerca (i suoi episodi, le sue fonti, i suoi diversi significati) l'oggetto di questo vastissimo studio è appunto quella domanda: come mai una così ingombrante e radicata presenza? Per rispondere l'autore compie del Graal un'esplorazione spettacolare, minuziosa, spericolata verrebbe da dire per la quantità di luoghi visitati (cartacei, ideologici, religiosi, geografici, storici, letterari).
Renda è uno studioso di impostazione junghiana, per cui a sorreggere il suo sforzo di ricerca di una vastità più unica che rara, vi è la considerazione del Sacro Graal come di una realtà, poiché ogni fenomeno psicologico è vero e reale per lo psicologo analitico; una realtà viva più di un oggetto materiale, per la sua ricchezza di cause e circostanze, nell'universo dell'Inconscio collettivo.«Forse il Sacro Graal e le sue leggende rappresentano il tentativo dell'umanità del tempo di "costruire" una nuova mitologia inerente, in maniera più o meno simbolica e occulta, ai valori del mondo cristiano, pagano, musulmano ed ebraico (cioè di tutto il mondo allora conosciuto).
Una sorta di "griglia mitologica" dove inserire contenuti pagani che la tradizione popolare, convertita al Cristianesimo, non poteva cancellare del tutto, e valori ebraici e musulmani che solo attraverso la simbologia potevano, per quanto velatamente, essere trasmessi in un mondo sempre più cristiano».

Emilio Renda (Mazzarino, Caltanissetta, 1952), psichiatra di formazione junghiana, si è occupato a lungo di tossicodipendenze. Vive e lavora a Verona. Ha scritto Droga. Immaginario e realtà, Armando, 1999.




Emilio Renda

Il Sacro Graal.

Tra mito, leggenda, letteratura e storia


Anno: 2006


Prezzo . Euro 34,00


860 pagine

lunedì 15 giugno 2009

Eventi di questo ultimo periodo....


Salve a tutti,

davvero difficile stare dietro al mio Blog ultimamente. Sono stato completamente impegnato per l’Organizzazione del Torneo Di Fiesole (Firenze) 2009. Tutto è andato anche meglio del previsto ed il Torneo della Lega ha avuto come protagonisti i migliori combattenti di questa nuova ed affermata disciplina.

Per la cronaca :

1 Posto : Aimone di Nimes della Vergine di Ferro di Livorno
2 Posto : Braccioforte di Gens Innominabilis di Castell’Arquato
3 Posto : Angelo da Napoli della Compagnia dell’Aquila Bianca di Napoli

L’ultimo risultato è stato sorprendente in quanto Angelo da Napoli come Novizio si è saputo comportare in un’arena composta come dicevo dai maggiori professionisti del settore. Aquila Bianca quindi dopo meno di un anno dalla sua costituzione riesce non solo ad organizzare un evento epocale presso il Castello di Poggio di Fiesole, ma anche a mettersi in evidenza con la propria Scuola. I ragazzi quest’anno si sono impegnati parecchio e i risultati, un po’ per tutti sono arrivati. Anche Cristian da Firenze ha brillantemente superato due combattenti su tre, ma il distacco punti non gli ha permesso di superare il turno.

La Settimana successiva siamo stati a Caserta Vecchia in una prima manifestazione organizzata sul posto dove anche in quella sede ci siamo contraddistinti per professionalità e rigore. Questi eventi hanno di certo consolidato il rapporto trai membri e cementato un rapporto molto giovane.



Ora siamo in procinto di organizzare Ischia (27/28 Giugno) nel quale evento siamo a disposizione per fare seria didattica sia sugli aragonesi che sulla scherma, che sulle armi ed armature del periodo storico al quale ci ispiriamo.



Ma in questo periodo è da segnalare il mio fine settimana con la mia famigliola a Venezia con particolare visita al Museo Archeologico. Nel suo interno è stato favoloso vedere tutte le armi ed armature adottate in particolare per la Battaglia di Lepanto del 1571. Le spade erano tutte letteralmente affilate e molteplici erano i vessilli musulmani presi come trofeo dalle navi Turche. Una bella esperienza anche se non potendo fare foto mi aspettavo un ricco catalogo acquistabile presso il book shop. Invece il nulla, le solite guide turistiche che non mi soddisfavano nelle descrizioni. In questo periodo sto approfondendo proprio la Battaglia di Lepanto ed ho acquistato un libro in particolare, ma ero convinto di trovare in loco qualcosa di piu’ approfondito. Rimango affascinato in un modo o nell’altro dall’audacia Cristiana e Musulmana nel competere nel Mediterraneo.


In ogni caso è un periodo molto ma molto pieno e tantissime novità sono in procinto di essere organizzate. L’entusiasmo è a mille e sono certo che il secondo semestre 2009 porterà ancora tanta soddisfazione alle attività dell’Aquila Bianca specialmente con la grande passione dei suoi membri che stanno dando prova di particolare dedizione ed interesse.

Un inchino a tutti Voi

Roberto da Amalfi l’Aragonese

giovedì 21 maggio 2009

Battaglia di Morimondo



Cari amici,

questo fine settimana sono stato ospite della Compagnia degli Squarzacoje di Montagnana in supporto per la battaglia di Morimondo (Mi) del 1356, battaglia organizzata dalla Compagnia di Porta Giovia.

Devo dire che non ero a conoscenza di questo favoloso evento a cui hanno preso parte anche numerose compagnie estere Polacche, Svedesi, Inglesi e Tedesche. “Trecentesca” è una manifestazione internazionale di ricostruzione storica medioevale ambientata nell’epoca viscontea e legata alla battaglia di Casorate. Nel 1356 nei pressi di Casorate, località vicina all’Abbazia di Morimondo, ci fu uno scontro tra due eserciti: quello milanese comandato da Lodrisio Visconti, il primo capitano di ventura italiano che ha fondato la compagnia di San Giorgio, e quello filo imperiale, legato a Carlo VI di Boemia e alla coalizione anti viscontea, comandato dal Conte tedesco Corrado di Landau, fondatore della prima compagnia di ventura straniera. Associazioni di reenactors, provenienti da numerose nazioni straniere e naturalmente Italia, ricostruiscono un vasto accampamento medioevale nel quale, oltre agli uomini d’arme, compaiono cuochi, fabbri, falegnami, mercanti, artigiani di ogni genere, per ricostruire la vita quotidiana all’epoca dei Visconti.

Le giornate si concludono nel momento più spettacolare della battaglia vera e propria. In particolare in campo eravamo in circa 180 combattenti, molti dei quali in Armatura completa dove ci si poteva interfacciare, in particolar modo coi Polacchi, ad impatto pieno. L’unica difficoltà è che l’80% dei combattenti non aveva armature idonee per l’impatto pieno e quindi mi son dovuto andar a cercare in giro per il campo i Polacchi con cui “dialogare”.

Il Bilancio è stato positivo mettendosi anche in evidenza la correttezza di tutti i combattenti. Inutile precisare la grande festa del Sabato sera dove tutte le compagnie si son riunite davanti al fuoco per canti e cori Tradizionali fino a notte fonda. Eventi come questi dovrebbero essere maggiormente promossi in Italia e cercare tutti insieme di farli crescere al fine di una maggiore evidenziazione della nostra storia e con una particolare attenzione all’aspetto rievocativo e di ricostruzione fedele del’evento stesso.

La Compagnia dell’Aquila Bianca ringrazia in particolar modo sia la Compagnia degli Squarzacoje e saluta affettuosamente i suoi vicini di campo “I Difensori della Rocca” che si sono entrambi contraddistinti in campo con particolare audacia e passione.

All’anno prossimo dunque !




Roberto da Amalfi






giovedì 23 aprile 2009

Concilio Neotemplare


Cari amici Bloggers,

i tempi sono oramai maturi per annunciare l’organizzazione del piu’ grande Concilio Neotemplare realizzato dal 1804 ad oggi. Ci siamo adoperati da anni a cercare di conciliare le forze neotemplari in campo per un possibile dialogo cercando di evidenziare i fattori che accomunano le suddette Associazioni e non le cose che magari potevano creare conflitto.

Obiettivi

La Mission di questo epocale incontro è un dibattito aperto con tutti gli Ufficiali piu’ alti degli Ordini Neotemplari, sulla Storia Templare, sulla reale situazione Neotemplare mondiale, e sulla Geopolitica internazionale. La Riunione è prevista nella primavera del 2010, ma prima saranno realizzati dei piccoli incontri nei quali si apporranno tutti i requisiti di base per una pacifica collaborazione in nome di Gesu’ Cristo Nostro Signore. Una grande tavola rotonda dove non esisteranno Ordini accreditati o meno accreditati di altri.

Tematica

I temi da trattare in 3 giorni di incontro, riguarderanno nel dettaglio:

- Fonti e Storia Templare e degli Ordini Cavallereschi
- Storia del Neotemplarismo
- Significato del Templare moderno
- Cristianesimo
- Missione ed obiettivi comuni
- Studio dell’attuale situazione Geopolitica Mediorientale


Già ho dato promozione di codesta iniziativa e già son previsti confermati alcuni dei piu’ importanti Ordini ed Associazioni Nazionali ed Internazionali.

Sono certo che la cosa prenderà corpo in brevissimo tempo.

Vi terremo aggiornati sugli approfondimenti a tempo debito

DEUS VULT !!!

Roberto da Amalfi

sabato 18 aprile 2009

Intelligo Ut Credam : il libro


Salve a tutti,

questo fine settimana è dedicato alla famiglia ed alla revisione del mio libro che sto correggendo. Ho ritardato l’uscita a causa di alcuni importanti avvenimenti accaduti nella mia vita per i quali ho dovuto modificare, aggiungere e gestire alcune parti del testo. Sono molto contento del mio lavoro e spero che questa mia piccola pubblicazione possa essere da stimolo per approfondire i temi trattati su testi certamente piu’ autorevoli del mio.

Quando scrivo mi chiudo completamente in me stesso ascoltando musica. In questo ultimo periodo ho avuto due ispirazioni: l’ultimo album dei Lacuna Coil ed i canti Gregoriani a seconda del momento. Senza musica non riesco a scrivere.

Ho fatto leggere alcuni capitoli ad alcuni amici i quali mi hanno dato conferma della chiarezza dei contenuti e del messaggio. E questo era certamente il mio primo obiettivo visto che mi riesce molto difficile mettere per iscritto ciò che io realmente penso. Non sono uno scrittore come ho piu’ volte evidenziato.

Il filo conduttore del libro è certamente la Cavalleria. La nuova Cavalleria, o per lo meno la riscoperta di Essa assopita da tante espressioni associative che a mio avviso non la rappresentano. Ho insistito sul messaggio che purtroppo ognuno ha una visione personalistica della Cavalleria, ma che con un’attenta analisi storica e documentale oltre che con l’approccio al Mito cavalleresco, possiamo darne una struttura pienamente oggettiva. L’analisi parte da lontano per arrivare fino ai giorni nostri, soffermandomi in particolar modo sulla Cavalleria Templare, massima espressione della Cavalleria, e su quella Neotemplare del ventunesimo secolo.

San Bernardo di Chiaravalle, Abelardo, Marsilio Ficino, Giordano Bruno, San Francesco, Tommaso D’Aquino, sono solo alcuni dei protagonisti del secondo capitolo. Ne primo invece cerco di suddividere l’analisi attraverso l’importanza dell’ispirazione Divina attraverso la lettura e la preghiera.

Non mancheranno dure critiche verso coloro i quali volutamente hanno cercato di affievolire il mio entusiasmo con l’obiettivo di eliminarmi dalla scena.

Il libro rappresenta una trasposizione su carta del mio percorso, nella speranza che possa essere indicativo per lo sviluppo di una sensibilità Cristiana che non vedo piu’ negli occhi dei giovani che incontro.
Stringo i denti e continuo... a presto vi terrò aggiornati della pubblicazione effettiva del documento.
Intelligo Ut Credam !!!
R+C


domenica 12 aprile 2009

Punto della Situazione

Cari amici e sostenitori,

questa settimana non me la sono sentita di scrivere in merito al dramma del terremoto abruzzese. Le parole forse si sprecavano e cosi gli appelli di aiuto per quella povera gente. Io stesso nel 1980 ho vissuto personalmente il Terremoto dell’Irpinia e posso comprendere molto bene cosa significa rimanere fuori al freddo ed in quelle condizioni emotive e psicologiche. A contrario loro io son stato fortunato in quanto la mia casa, nonostante qualche notte in auto, era agibile e ci son potuto ritornare quasi in tranquillità, ma penso a coloro i quali quella casa non l’hanno piu’ e tutti i ricordi, le emozioni vissute con i propri cari e nel proprio focolare familiare, son stati spazzati via in un sol attimo. A loro ogni sera dedico il mio pensiero e dopo con le mie forze cercherò di contribuire quanto possibile anche a dare un sostegno materiale. Oggi non potevo esimermi dall’evidenziare tale sciagura che fa comprendere molto evidentemente come la vita possa cambiare in un attimo. Qualcuno dice di godere ogni giorno come fosse l’ultimo, e forse è vero.

Tornando invece alle mia misera vita, voglio dirvi che sono felice e che le cose mi stanno andando davvero molto bene.

La Compagnia dell’Aquila Bianca sta crescendo come un bambino di un anno. Gli stimoli non mancano e piccoli e grandi risultati giorno dopo giorno accrescono la fiducia e la forza che le danno vigore incessantemente. I ragazzi sono convinti di un cammino intrapreso volontariamente e con la consapevolezza che tale esperienza non è solo un gioco, ma un vero e proprio momento di crescita. Del resto l’obiettivo della Scuola di Scherma e dell’Accademia era proprio questo : costruire attraverso l’arte marziale Occidentale un cammino tradizionale e cavalleresco.

Mi rendo conto che molto spesso si va ad abusare della parola “Etica” e “Cavalleria”, non toccando poi il tema Templare oramai inflazionato un po’ da tutti, ma uno dei miei pochi pregi è che sono andato dritto come un treno e nessuno ha potuto fermare la mia volontà di proseguire nel mio obiettivo. Certo, ho dovuto ricalibrare e perfezionare il modus operativo per il bene del gruppo e delle attività, ma il fine giustifica i mezzi e Nostro Signore Gesu’ Cristo mi ha dato la forza di non abbattermi per gli eventuali insuccessi e critiche che quotidianamente ho dall’esterno.

Eh si, perché dovete sapere che gli “avversari” (queli con la "a" minuscola) guardano ancora con attenzione come mi muovo anche se hanno tendenzialmente finito di offendermi in giro sul web ed altrove. Hanno capito che non è facile abbattermi. Mi fanno sorridere quando velatamente ancora cercano di punzecchiarmi per cercare di elevarsi rispetto a ciò che volevano fare ma che non sono riusciti a concludere. Mi fa sorridere in particolar modo quell’individuo, costretto a fuggire da luogo in luogo, perché la sua storia, ovunque provi ad entrare, ha sempre lo stesso finale: viene sbattuto fuori. E’ costretto ad emigrare ed a riversare sul web le sue elucubrazioni e schizofrenie paranoiche magari inventandosi volta dopo volta personaggi nuovi, quasi a “risorgere” o cercare di risorgere. Ma non ci riesce il “pollo”… (attenzione “Pollo”… e non Aquila… capisc’ a mè..!). Quello stesso individuo che è andato in giro a dire che mi ha sfidato a duello (sic!), che mi ha vinto (sic!) ed altre menate del genere per farsi grande con la donna di turno che andava poi puntualmente a tradire. Quello stesso individuo che vuole discutere di templari, ma che sbaglia date, eventi e personaggi. Quello stesso individuo che si permette di discutere di Neotemplarismo criticando il fenomeno, quando ho zeppo il mio Pc di email e foto che lo ritraggono poveramente supplicante di ricevere una pseudo investitura neotemplare. Ma è chiaro che come Floryan, che i traditori (i migliori traditori) provengono dalle fila di quelli sbattuti fuori per sciacallaggio e sodomia. Tant’è… quell’individuo è morto e noi ne siamo addirittura lieti. Dio vede e provvede….

Chiuso questo argomento e toltomi dalle scarpe altre pietruzze che mi infastidivano, ritorno sulle mie beatitudini rappresentate dalla mia Famiglia, dal mio Lavoro e dalle attività dell’Accademia che cerco di portare avanti.

Come ben sapete, il Torneo di Prato si avvicina. Da poco abbiamo avuto una seconda sede di allenamento oltre il Castello d Calenzano che ci sta permettendo sia di allenarci, che di poterci riunire adeguatamente per organizzare le nostre attività. Attività che emergono continuativamente e che vado a riassumere con orgoglio:

Accademia di Studio Medievale : dove i nostri allievi approfondiscono le tematiche cavalleresche sia a livello storico che filosofico.

Scuola di Scherma Medievale: dove con le nostre 3 sedi stiamo implementando una vera e propria disciplina Occidentale con combattimenti in Armatura e grande disciplina marziale.

Rivista di Cavalleria: dove puntualmente pubblichiamo articoli inerenti i nostri studi dell’Accademia.

Conferenze culturali : dove promuoviamo la nostra Associazione con discussioni di temi cavallereschi. La prossima riguarderà un incontro di un giorno avente come tema : Armi & Armature, Castelli & Cattedrali…

Produzione di Vino “Sangue dell’Aquila” : da buoni “Templari” curiamo personalmente la produzione del nostro vino Sangiovese a Chianti.


Non mi sembra poco e con l’aiuto di tutto il gruppo abbiamo altri 1000 progetti che a breve promuoveremo in questa sede.

Un inchino a tutti Voi nella speranza di non avervi tediato troppo, ma come si dice dalle mie parti: ogni scarafone è bell’ a mamma soia !


Roberto da Amalfi








domenica 5 aprile 2009

La rivalutazione dell'Occidente


Cari amici e sostenitori,

sono impegnato contemporaneamente in molti campi e non riesco ad aggiornare tutte le piattaforme di cui sono solito frequentare. Il Blog in particolare, che rispetta ciò che io ritengo di piu’ importante svoltosi nelle mie settimane, è la zona in cui mi da piu’ soddisfazione esprimere le mie personali idee e dal quale ricevo privatamente i consensi piu’ disparati.

La lettura occupa uno dei posti piu’ importanti del mio tempo ed ultimamente mi sono proiettato nell’analisi e nella valutazione della Cultura Occidentale e soprattutto medievale, da tanto tempo sottovalutata e talvolta anche calpestata. Sono solito ricordare infatti, che benché rispetti confessioni e culture esterne alla tradizione occidentale, il mio lavoro converge nell’evidenziare e di recuperare ciò che invece ritenga essere la colonna vertebrale della nostra identità.

Qualche settimana fa promossi in questa sede un libro appena comprato : Aristotele contro Averroè di S. Gouguenheim dove si metteva si tendeva ad esplicitare una rivalutazione della grande cultura e scienza Occidentale derivata dall’identità Greca e non da quella musulmana. Ebbene, non avete neanche idea di quanti commenti e contrarietà ho avuto solo per aver detto di aver comprato tale libro, dove da alcuni semplici lettori di questo misero Blog a professori Universitari hanno manifestato il loro malcontento nell’analisi dello scrittore sopra menzionato. Tale situazione ha ulteriormente incuriosito ed incentivato l’ultimazione della lettura in essere ben consapevole che codesta contrarietà è spesso motivata da un crescente anticristianesimo ed “antioccidentalismo” che perversa in ogni contesto culturale quasi fosse diventata una moda.

Letto il libro, a parte alcuni errori che non incidono però sul messaggio dell’autore, ho ritenuto opportuno rileggere alcuni passaggi nei quali ritornava il vigore e l’orgoglio di essere occidentale. Badate bene, non in contrapposizione ad una cultura esterna e talvolta contraria alla mia, ma piu’ per “ amor di patria”… per amore della mia tradizione.

L’autore evidenzia in piu’ punti che la cultura e la conoscenza occidentale deriva essenzialmente da quella Greca e non da quella arabo/musulmana, da cui questi ultimi ne hanno tratto spunto nello studio e traduzione di Aristotele. Già nell’ottavo secolo dopo Cristo Teofilo di Edessa tradusse le opere di Aristotele divulgandole in tutto il contesto europeo. Siamo abituati oramai ad attribuire la conoscenza europea post crociate sulla base del contatto che i franchi ebbero con i popoli arabi, ma c’è senz’altro da evidenziare che il mondo arabo mediorientale era prevalentemente cristiano e non Musulmano!. La maggior parte degli “intellettuali”, scienziati e medici arabi cristiani servivano le corti musulmani distinguendosi in molti contentesti. Noi siamo abituati oggi ad individuare quella zona come “islamica” per eccellenza, non rapportandoci al contesto geopolitico di quel periodo, dove tutta l’area aveva fortissime influenze ellenico/cristiane. Le prime traduzioni di Aristotele vennero appunto dall’Oriente ma dagli ambienti siriaco cristiani.

“L’Europa scopri’ soltanto nel XIII secolo le opere che il mondo musulmano aveva ignorato o trascurato, e cioè i trattati politici e morali di Aristotele, la Politica e l’Etica nicomachea, incompatibili con il contenuto del Corano.”

Il libro continua con la descrizione di innumerevoli testimonianze di studiosi cristiani che amplificarono ed evidenziarono la conoscenza aristotelica nel mondo mediorientale. Siamo quindi di fronte ad un’evidente rivalutazione dei “franchi” e dell’occidente tutto, descritto in molti casi come arretrato ed ottuso.
Non vado oltre a descrivere ciò. Preferirei che compraste questo libro per gustarne l’essenza per poi discuterne nei nostri consueti incontri.

A tale proposito, nelle mie visite settimanali alla Libreria di fiducia, ho comprato questo libro :

Gli intellettuali nel Medioevo di J. Le Goff

Riporto fedelmente una recensione tratta dal retro del libro.

“Cosa voleva dire essere un "intellettuale" nei cosiddetti "secoli bui"? In questo volume, pubblicato originariamente nel 1957, uno dei più insigni studiosi del Medioevo europeo traccia una sintesi rapida, chiara, ricca di notizie e di calzanti interpretazioni sull'argomento. Le Goff ripercorre l'evoluzione degli intellettuali, il loro rapporto con la Chiesa e con la realtà urbana, il faticoso emergere di una cultura laica, il mondo degli scriptoria monastici e delle università, dei poeti e dei giuristi, e delinea alcuni ritratti di figure esemplari quali Abelardo, Bernardo da Chiaravalle, Pietro il Venerabile, Sigieri di Brabante. Oggi, a oltre mezzo secolo dalla sua prima edizione, Gli intellettuali nel Medioevo rimane un testo fondamentale per la ricchezza dei contenuti e la precisione del metodo storiografico; un libro che ha insegnato a generazioni di specialisti "come si fa la storia", ma anche e soprattutto una lettura piacevole - memorabili le pagine in cui rivive la vicenda di Eloisa e Abelardo - che permette di gettare uno sguardo a tutto tondo su cosa significasse vivere nell'Età di Mezzo.”

Ho intrapreso la sua lettura questo fine settimana e credo che per sabato prossimo ne darò opportuna recensione. Questo libro fa sicuramente da filo conduttore nel mettere in evidenza il grande fermento culturale del medioevo in Occidente.
Buona lettura a tutti
Roberto da Amalfi